
Il 15 novembre 2008 non avevo ancora idea di cosa sarebbe stato per me questo canale. Diciamocelo: neanche YouTube sapeva bene cosa stava facendo all'epoca. Per anni il mio canale è rimasto lì, abbandonato come un vecchio MySpace nel deserto digitale. Poi, il 20 febbraio 2017, ho deciso che meritava una seconda vita. Un punto di partenza, un'arena virtuale dove parlare di attualità, diritti civili, semantica, libri e della nostra società moderna in costante bilico tra santità e distruzione. Un caos meraviglioso, insomma.
E poi, il colpo di scena. Il 5 giugno 2020, con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristalli, YouTube decide di chiudere il canale. Motivo? Era collegato a un altro account con una segnalazione per violazione del copyright. Non su "Sogni di Latta", badate bene. Un altro canale che non aveva iscritti, né video, né nulla. YouTube, però, ha deciso che fossi colpevole per associazione di idee, mentre i canali complottisti, terrapiattisti e no-vax continuano a macinare visualizzazioni e monetizzare come se nulla fosse. Giustizia divina in salsa algoritmica.
Ma se pensate che mi sia arreso, siete fuori strada. Il 5 dicembre 2021 ho aperto un nuovo canale, deciso a riprendermi il mio spazio e a riconnettermi con chi mi seguiva. E non mi sono fermato lì. Per due anni ho gestito il canale dell'associazione culturale "Stella & Aratro", portandolo da zero a 6000 iscritti. E ora? Sto realizzando una serie di incontri con YouTuber, portando avanti il canale tra un esame universitario e l'altro e devolvendo tutti i proventi al progetto di piantare alberi su Treedom. Sì, avete capito bene: mentre parliamo di libri, cultura e attualità, da qualche parte nel mondo cresce un albero grazie a questo canale.
Nel frattempo, vivo a Monaco di Baviera, tra birrerie, precisione tedesca e il meteo che cambia idea più velocemente di un politico in campagna elettorale. Qui studio psicologia, perché, beh… o capivo le persone o le accoppavo. (Tranquilli, solo in senso metaforico. Probabilmente.)
E questo canale? Mi ha salvato durante la pandemia e continua ancora oggi a ricordarmi perché valga la pena concentrarsi sulle cose belle della vita, invece che su quelle brutte. Anche perché, sulla gestione della paura, ci sto scrivendo la tesi di laurea. Quindi se vedete qualche video che sembra una terapia collettiva mascherata da recensione di un libro… ora sapete il perché.
Quindi, se vi piacciono i contenuti intelligenti, le riflessioni fuori dagli schemi e un pizzico di ironia, sapete dove trovarmi.
Incontri Parasociali del Secondo Tipo – Quando gli YouTuber smettono di essere solo pixel sullo schermo
Nel grande circo di YouTube, tra reaction improbabili, monologhi esistenziali e gattini che suonano il theremin, ho deciso di lanciare una serie che fosse qualcosa di più di una semplice intervista. Un esperimento. Un modo per giocare con la distanza che separa noi spettatori da chi seguiamo ogni giorno.
Ed è qui che nasce "Incontri Parasociali del Secondo Tipo", un nome che non ho scelto a caso. Mi sono ispirato alla classificazione degli incontri alieni (sì, proprio quella di Spielberg & Co.), ma anche a un fenomeno molto più terrestre: la parasocialità.
Pensateci: noi conosciamo i nostri YouTuber preferiti, sappiamo cosa pensano, cosa amano, cosa odiano. Loro, invece, non sanno neanche che esistiamo. Questa è la parasocialità: un legame a senso unico, un'illusione di intimità creata dalla ripetuta esposizione ai loro contenuti.
Ma cosa succede quando questo rapporto si capovolge? Quando, invece di restare spettatore, entro in contatto con chi ha plasmato il mio immaginario online? Ecco, questo è il mio incontro del secondo tipo. Non un semplice scambio di domande e risposte, non un'intervista giornalistica, ma un vero incontro, in cui anche io, da fan, sfrutto la parasocialità per conoscere meglio i miei idoli.
Aspettatevi conversazioni imprevedibili, domande che nessuno ha mai osato fare, momenti di riflessione e qualche battuta che probabilmente mi pentirò di aver detto.
Se vi siete mai chiesti cosa succede quando il muro tra creator e pubblico si assottiglia… questa è la serie che fa per voi.